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Il test biomeccanico

Test biomeccanico significa per noi di Ciclicoppola studio al servizio della passione. Sono iniziative che non si improvvisano, ma che richiedono costanza e attenzione assolute.

Quando alla metà degli anni '90 noi di Ciclicoppola abbiamo cominciato a  proporre agli appassaionati il test biomeccanico computerizzato, erano ben pochi coloro che condividevano l'iniziativa. Una malintesa osservanza della tradizione portava molti negozianti a usare le misure "a occhio" per vendere biciclette, con risultati a volte disastrosi. La nostra esperienza, consolidatasi negli anni sulla ricerca e sullo studio delle procedure biomeccaniche, ci consente oggi di rivendicare se non la paternità, almeno l'originalità delle scelte e della proposta.

 

Oggi molti offrono il test biomeccanico come premessa all'acquisto del telaio, ma pochissimi come noi vantano una reale e consolidata esperienza nel settore. Ciò che per altri è solo il rincorrere di mode nel vano tentativo di adeguarsi ai cambiamenti richiesti da un'utenza sempre più attenta e sofisticata, risulta per noi la più importante conferma delle scelte compiute quindici anni fa, e ci permette di affrontare la concorrenza forti delle competenze maturate negli anni. La tradizione artigianale di Ciclicoppola, infine, offre il supporto più affidabile alla nostra intenzione di porci all'avanguardia nel settore.

 

Il nostro test serve a garantire al ciclista una posizione che ne rispetti la conformazione antropometrica individuale. Il dato più rilevante che otteniamo è l'arretramento della sella rispetto al movimento centrale, cioè il grado di inclinazione del tubo piantone.

 

Grazie all'apposito kit Bio Racer, la misurazione del ciclista risulta precisa al millimetro per i differenti segmenti scheletrici dell'atleta, a cominciare dai piedi. Il posizionamento delle tacchette è infatti il primo passo per evitare fastidi ai muscoli e ai tendini. Le possibili e frequenti dismetrie tra gli arti saranno corrette sul ciclosimulatore.

 

Nella fase successiva, il ciclosimulatore consente di modificare inclinazione del piantone, altezza e arretramento della sella, lunghezza e altezza dell'attacco manubrio, nonché la perpendicolarità tra ginocchio ed asse del pedale. Tali modifiche vengono apportate man mano che il ciclista, pedalando in scioltezza, ricerca progressivamente la posizione più comoda. In questa fase è determinante l'esperienza di chi conduce il test, la sua abitudine e competenza a decifrare l'attitudine all'allungamento da parte dell'atleta, e a valutarne il tipo di pedalata.

Solo da poco tempo, inoltre, il nostro test si è arricchito di una importante novità: una fase di valutazione ciclodinamica al simulatore condotta con l'ausilio di una telecamera. Le riprese servono a valutare con maggiore scrupolo e precisione le fasi e le caratteristiche assunte dal ciclista durante la pedalata, le sue attitudini più spontanee nell'esecuzione stessa del gesto, consentendo dunque uno sviluppo delle misure non semplicemente teorico.

un test in corso

Una volta ottenute le quote, queste vengono trasmesse on line al centro olandese di studi biomeccanici Bio Racer, dove un apposito programma di elaborazione le integra in un'ipotesi  geometrica ottimale della bicicletta. Se ne ricava una scheda comprensiva di tutte le quote necessarie: dall'inclinazione del piantone alla lunghezza delle pedivelle, dall'arretramento della sella alla profondità della curva del manubrio.

La fase successiva si svolge a tavolino: il responsabile del test analizza con l'interessato la scheda, ne interpreta le quote,  e formula eventuali ipotesi di correzione e ottimizzazione dei dati ricevuti. Questo processo è fondamentale e si rende necessario soprattutto nei casi in cui i dati elaborati prevedano soluzioni poco funzionali o comunque migliorabili, o poco estetiche, ed è demandato esclusivamente alle conoscenze tecniche ed alla competenza telaistica di Ivan Coppola. Con l'atleta Ivan discute le possibili soluzioni, motivandone le ragioni e illustrandone i vantaggi.

Il passo ancora successivo (la scelta di avere un telaio su misura) è invece demandato al ciclista, al suo desiderio di pedalare su una bici costruita per il proprio fisico,  e di togliersi finalmente una gran bella soddisfazione.

Il beneficio che si può trarre dalla messa a punto della propria posizione in bicicletta è enorme, e riguarda non soltanto coloro che decidono di sottoporsi al test a causa di una situazione particolarmente critica o dolorosa (mal di schiena, etc.), ma anche tutti quelli che hanno sempre ritenuto di non dover modificare nulla del proprio assetto. Anche piccoli aggiustamenti possono portare vantaggi sensibili in termini di comfort e, conseguentemente, di prestazioni.

 

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Il 19 marzo 2012 abbiamo avuto l'onore e il piacere di eseguire il test biomeccanico al Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato di Rocco, che ringraziamo per la fiducia accordataci, e al quale vanno le nostre congratulazioni e il nostro più sincero in bocca al lupo!